Solari SolutionsEN

Articoli · Consulenzabozza

A chi serve un'AI locale, e perché

Pubblicato il · di Dario Solari · 12 min di lettura

Una delle domande che ci fanno più spesso è se non sia meglio un sistema di AI locale. Per la maggior parte delle piccole imprese no: costa più del cloud e rende meno. Ha senso dove la riservatezza è un obbligo, per legge o per contratto, e dove è una scelta, perché certi dati non si vogliono affidare a nessuno. Due domande da non confondere, i conti, e che cosa fare in ogni caso.

Un piano aziendale nel cloud costa meno, si aggiorna da solo e fa più cose. Un sistema in sede ha senso per una ragione sola, la riservatezza: perché vi è imposta, o perché scegliete di non affidare certi dati a nessuno.

Tre domande

Le prime due sembrano la stessa, e non lo sono. Una cosa è non poter affidare certi dati a un fornitore esterno; un'altra è non volerlo fare, perché non ci si fida. La prima è un obbligo, la seconda una scelta.

1. Vi è vietato? Ci sono dati che per legge o per contratto non possono essere trattati da un fornitore esterno, nemmeno con un contratto di nomina e la promessa di non usarli per l'addestramento. Documentazione tecnica soggetta alle regole sull'esportazione di materiale militare o a duplice uso. Disegni che un committente vi affida con un accordo di riservatezza che esclude il cloud. Clienti che vi chiedono per iscritto di non usare servizi esterni. Qui non c'è niente da valutare: se il divieto c'è, quei dati vanno trattati in sede, qualunque cosa costi.

Il segreto professionale di avvocati, commercialisti e medici, invece, in nessuno dei paesi che abbiamo esaminato vieta per legge il cloud: cambia il modo, da paese a paese. In Italia, dalla legge 132 del 2025, il professionista deve informare il cliente dei sistemi di intelligenza artificiale che usa. Per molti studi italiani la questione vera è quindi la seconda domanda.11 In Germania servono un contratto scritto che vincoli il fornitore al segreto e, fuori dall'Unione, una protezione comparabile; l'ordine federale degli avvocati considera «non necessario» mandare segreti dei clienti a modelli come ChatGPT, la camera dei consulenti fiscali chiede il consenso del cliente o dati anonimi. In Austria serve un accordo con il fornitore che escluda l'addestramento sui dati dei clienti. Negli Stati Uniti l'American Bar Association chiede il consenso informato del cliente. In Francia il consiglio nazionale forense esclude del tutto i dati coperti dal segreto. Il consiglio degli ordini forensi europei indica i sistemi in sede come l'opzione più sicura per la riservatezza.

2. Vi fidate? Se nessuno ve lo vieta, la domanda è se vi fidate delle promesse dei fornitori. Le promesse sono serie: i piani aziendali escludono per contratto l'addestramento sui vostri dati, sono certificati, e finora non risulta un caso documentato di dati di un piano aziendale usati per addestrare un modello. Ma ci sono ragioni concrete per non affidare tutto: le condizioni possono cambiare, un tribunale può scavalcarle, e la giurisdizione resta quella del fornitore. Non fidarsi, per una certa classe di dati, è una scelta ragionevole. Ma è una scelta, e ha un prezzo: lo trovate nella tabella più sotto. Conviene farla per i dati che contano davvero, non per tutto. Se non vi è vietato e vi fidate, potete fermarvi qui: vi basta il cloud.22 Le condizioni cambiano: da aprile 2026 i piani individuali di GitHub Copilot usano i dati per l'addestramento, salvo disattivazione. I tribunali: nel 2025, nella causa del New York Times contro OpenAI, un giudice ha ordinato di conservare conversazioni che sarebbero state cancellate. La giurisdizione: il direttore legale di Microsoft Francia ha dichiarato sotto giuramento di non poter garantire che i dati dei clienti europei non vengano consegnati alle autorità americane. Ne abbiamo scritto in Quanto fidarsi di ChatGPT e Claude con i dati dell'azienda.

3. Quanto vi costa? I costi di un sistema in sede sono quasi fissi: la macchina, l'installazione, e soprattutto il servizio di chi lo aggiorna, lo controlla e lo ripara quando si ferma, che è la voce più grande della spesa. Quelli del cloud crescono con il numero di posti. Sotto le venti o trenta persone il cloud costa meno, sempre: i conti sono nella tabella qui sotto.

I conti

La tabella confronta le tre soluzioni per un'azienda di due, cinque, dieci e venticinque persone. Il cloud è un abbonamento aziendale per ciascuno; il locale è una macchina in sede, con installazione e assistenza; il misto tiene il cloud per tutti e aggiunge una macchina solo per i dati riservati. Per ogni caso c'è il costo totale in tre anni e, accanto, quanto viene a persona al mese. La distanza è più grande per i più piccoli: in due, un sistema in sede costa quasi quattro volte il cloud. Crescendo si riduce, ma entro le venticinque persone non si annulla.

PersoneCloudLocaleMisto
23.160 € · 44 €12.290 € · 171 €15.450 € · 215 €
56.540 € · 36 €17.850 € · 99 €22.950 € · 127 €
1010.640 € · 30 €25.430 € · 71 €27.050 € · 75 €
2523.160 € · 26 €45.210 € · 50 €47.150 € · 52 €

Totale in tre anni · costo per persona al mese. Misto: cloud per tutti, più una macchina in sede per i soli dati riservati.

Da dove vengono queste cifre lo mostra il caso di dieci persone, voce per voce. La macchina è la parte minore della spesa; installazione e assistenza pesano più di tutto il resto.

VoceCloudLocaleMisto
Abbonamenti¹7.200 €—7.200 €
Avvio²2.000 €—2.000 €
Macchina³—6.500 €4.730 €
Installazione—6.000 €4.000 €
Assistenza⁴—9.000 €5.400 €
Esercizio⁵—1.045 €837 €
Personale⁶1.440 €2.880 €2.880 €
Totale10.640 €25.425 €27.047 €

¹ Un posto aziendale da 20 € al mese a persona per 36 mesi: ChatGPT Business, Claude Team e Copilot stanno tutti tra i 15 e i 21 €. ² Configurazione degli accessi e prima formazione all'uso. ³ Per dieci persone un NVIDIA DGX Spark; per il misto, che serve solo i dati riservati, un Mac Studio da 128 GB. Per due persone, nella prima tabella, un Mac mini. ⁴ Contratto di assistenza: 250 € al mese per il locale, 150 € per il misto. ⁵ Elettricità a 0,30 € per kWh, gruppo di continuità, salvataggi. ⁶ Tempo interno valutato 40 € l'ora: un'ora al mese per il cloud, due per il locale.

Tutte le cifre sono stime nostre, con i prezzi di ottobre 2026, IVA esclusa, su tre anni. Sono medie: per un'azienda precisa i conti vanno rifatti sui suoi numeri, ed è la prima cosa che facciamo in una consulenza.

La macchina da sola costa più o meno quanto due anni di abbonamenti per dieci persone, ma è un quarto della spesa: il resto è installazione e manutenzione. E anche solo i costi di gestione annuali di un sistema in sede superano quelli di dieci abbonamenti. Il punto di pareggio, su tre anni, sta intorno alle trenta persone.

Due tendenze vanno nella stessa direzione: l'hardware rincara per la carenza mondiale di memoria (una delle macchine più usate è aumentata del 74% in un anno), i posti nel cloud diventano più economici. E molti uffici l'intelligenza artificiale la pagano già: Copilot Chat è incluso in Microsoft 365, Gemini in tutti i piani a pagamento di Google Workspace.

La qualità, e gli aggiornamenti

Un modello aperto su una macchina da scrivania è oggi al livello dei migliori modelli nel cloud di qualche mese fa. Sulle domande ai propri documenti la differenza quasi scompare; sulla conoscenza generale, sul ragionamento da esperto e sugli agenti che lavorano da soli resta netta. Ne abbiamo scritto in dettaglio in Che cosa gira su una macchina in azienda, e quanto è lontano da ChatGPT e Claude.

Il cloud si aggiorna da solo: un modello nuovo ogni pochi mesi, senza costi in più, a volte con cambiamenti che non si sono scelti. In sede un modello resta quello installato finché qualcuno non lo aggiorna, lo prova e lo rimette in funzione. Il lato buono è che la stessa macchina, aggiornata, fa girare modelli sempre migliori: in un anno i migliori modelli che stanno in 128 gigabyte di memoria sono migliorati di molto. Ricerca sul web, ricerche approfondite e integrazione con Office o Workspace restano invece soprattutto del cloud.

Il verdetto

Le risposte alle tre domande portano a uno di tre casi.

Nessun divieto, e vi fidate dei contratti: il cloud. È il caso della maggior parte delle piccole imprese: studi di progettazione e di comunicazione, agenzie, architetti per i progetti ordinari, aziende di commercio e di servizi, gran parte del lavoro di un commercialista, il lavoro d'ufficio di un'azienda manifatturiera. Serve un abbonamento intestato all'azienda per tutti quelli che lo usano, abbastanza buono da non dare a nessuno motivo di usare il proprio, e una formazione su che cosa non ci va messo.

Una parte dei dati non deve uscire: il cloud per quasi tutto, una macchina in sede per quei dati. Per obbligo o per scelta, c'è una parte dell'archivio che non volete affidare a un fornitore: le pratiche di uno studio legale, le note cliniche di uno studio medico, i disegni che un subfornitore riceve dai committenti. Tutto il resto, la posta, le traduzioni, i testi di ogni giorno, resta nel cloud. È la soluzione più cara delle tre, la colonna Misto della tabella, e la si sceglie per la riservatezza, non per risparmiare. Per contenere i costi, la macchina in sede fa una cosa sola, su un solo archivio.

I dati non possono uscire quasi mai, oppure siete in tanti: tutto in sede. Chi lavora sotto le regole dell'export militare o a duplice uso, chi ha clienti che vietano per contratto qualsiasi cloud, chi deve lavorare senza una connessione affidabile. E, per i soli conti, le aziende oltre le trenta persone che lavorano soprattutto sui documenti. Tra le piccole imprese sono poche.

La regola scritta

Le guide alla conformità consigliano tutte la stessa cosa: un regolamento interno sull'uso dell'intelligenza artificiale, che dica quali strumenti si possono usare, quali dati ci si possono mettere e quali no, e chi ne risponde. Il GDPR chiede misure organizzative adeguate, l'AI Act chiede di formare chi usa questi sistemi, e un regolamento è il modo più semplice di dimostrare di averlo fatto. Non può mancare: fissa l'obbligo, mostra che l'azienda ci ha pensato, e permette di farlo valere.

Ma una regola non impedisce niente, e non tutti la leggono allo stesso modo. Chi incolla un contratto in un chatbot per farselo riassumere non ha l'impressione di diffonderlo: sta usando uno strumento, non lo sta mandando a qualcuno. Una persona che non manderebbe mai quel documento a un estraneo può metterlo nel cloud senza pensarci, convinta di non aver violato niente. Il titolare deve saperlo: il rischio non viene solo da chi vuole aggirare la regola, ma anche da chi la rispetta a modo suo.

E la regola non impedisce a un collaboratore di incollare un contratto nella versione gratuita di ChatGPT dal proprio telefono, né di fotografare lo schermo. Gli strumenti tecnici, account aziendali, blocchi sulla rete, programmi che intercettano il copia-incolla, riducono il rischio sui dispositivi dell'azienda, ma per un piccolo studio sono costosi, non arrivano ai telefoni personali, e il controllo dei dipendenti ha limiti di legge. Oltre un certo punto, l'azienda deve fidarsi delle persone e sperare.

Per i dati che non devono uscire, quindi, la difesa più solida non è la regola ma il modo in cui si lavora: dare alle persone uno strumento comodo per il lavoro riservato, che non porti i dati fuori. È una ragione in più per il caso misto. La macchina in sede non serve solo a non doversi fidare del fornitore: serve anche a non dover contare soltanto sulla buona volontà di tutti.

E c'è una ragione che non sta nei conti: la tranquillità. Sapere dove stanno i documenti dei clienti, senza dover seguire le condizioni dei fornitori né sorvegliare i dipendenti, e poterlo dire ai clienti in una frase. Ha un prezzo, quello della colonna Misto, e funziona solo se qualcuno tiene la macchina aggiornata e chiusa verso l'esterno. Ma per molti titolari è la ragione vera.

Che cosa fare in ogni caso

Qualunque sia la risposta, alcune cose vanno fatte comunque:

  • Un piano aziendale per tutti, non abbonamenti personali. I piani individuali usano i dati per l'addestramento, salvo disattivazione, e non prevedono il contratto di nomina che il GDPR richiede quando nei documenti ci sono dati personali. E le persone usano il proprio abbonamento quando quello dell'azienda manca o funziona peggio: dare a tutti uno strumento buono è la misura più efficace. Con un piano aziendale l'amministratore decide chi ha accesso; sui computer e sulla rete dell'azienda le versioni gratuite si possono bloccare. Sul telefono personale di un dipendente nessuno può controllare niente, e anche sui dispositivi aziendali il controllo ha limiti di legge: in Italia l'articolo 4 dello Statuto dei lavoratori, in Germania il coinvolgimento del consiglio aziendale.
  • Informare i clienti, o chiedere il consenso. In Italia la legge 132 del 2025 impone ai professionisti di informare, qualunque sia lo strumento; altrove, come negli Stati Uniti o per i consulenti fiscali tedeschi, si chiede il consenso.
  • Formare le persone. L'AI Act chiede alle aziende di occuparsi dell'alfabetizzazione di chi usa questi sistemi, e il primo ostacolo all'adozione, secondo l'ISTAT, è proprio la mancanza di competenze.

Che cosa facciamo, in ciascun caso

Per questo i nostri servizi sono tre, e l'infrastruttura locale è l'ultimo.

  • Formazione. Per tutti, perché il risultato non dipende solo dallo strumento ma da come lo si usa: in quali passaggi del lavoro, con quali istruzioni, chi controlla che cosa prima che il risultato esca dall'ufficio. Insegniamo a usare questi strumenti nel lavoro di ciascuno, a riconoscerne gli errori, a sapere che cosa si può condividere e che cosa no. È anche l'alfabetizzazione che l'AI Act richiede.
  • Consulenza. Per tutti. Un'analisi dei costi fatta sui numeri della vostra azienda, non sulle medie di questa pagina: quante persone, quali dati, quali compiti, quali strumenti avete già pagato, per capire se il passo verso un sistema in sede è necessario o no. Poi la scelta degli strumenti giusti e il modo di inserirli nel lavoro: che cosa resta una conversazione, che cosa diventa un flusso automatico, dove serve una persona che verifichi. E l'inventario dei dati, la lettura del contratto, la configurazione degli accessi e dei blocchi, l'informativa ai clienti.
  • Infrastruttura locale. Solo per chi ha dati che non deve o non vuole affidare a nessuno: una macchina in sede, configurata, mantenuta e aggiornata, accanto al cloud per tutto il resto.

Se il cloud vi basta, vi aiutiamo a usarlo bene, senza vendervi nessuna macchina. I dettagli sono nella pagina dei servizi.